Le comunità energetiche sono gruppi locali di consumatori e produttori di elettricità che si scambiano energia. Le produzioni sono di tipo non inquinante (come, ad esempio, il fotovoltaico) e lo scambio avviene a livello locale, al di sotto delle linee di trasporto principali. Pertanto, tutti i membri di una comunità energetica devono avere i contatori (di consumo e/o produzione) collegati alla stessa sottorete elettrica che fa capo alla medesima cabina
Le CER sono soggetti giuridici collettivi non profit, la CER SOLIDALE è una associazione non profit.
Scopo delle CER è fornire benefici ambientali, economici e/o sociali a livello di comunità ai propri associati e alle aree locali in cui opera la comunità.
La governance della CER è in capo all’assemblea soci che ratifica le proposte del Consiglio direttivo elettivo
Quando i soci di una CER si "scambiano" energia lo Stato eroga alla CER un contributo economico proporzionale all’energia scambiata (condivisione). Questo contributo viene suddiviso tra consumatori, produttori, costi di gestione e un accantonamento per progetti di carattere sociale. Le rispettive quote di riparto (consumer, prosumer, producer) sono decise esclusivamente dai soci (afferenti alla stessa configurazione, il gruppo che scambia "virtualmente" energia) in autonomia e democraticamente a maggioranza.
I soci della CER non vendono e non comprano energia l'uno dall'altro: ricevono un premio in denaro dallo Stato garantito 20 anni, quando consumano e producono energia contemporaneamente (si intende questo per "condivisione" nella CER).
Gli equilibri all’interno di una CER possono dipendere dalla forza dei rispettivi partecipanti e dai ruoli che rivestono (produttori, consumatori, prosumer; ma anche, proprietari degli impianti, gestori del sistema, investitori, ente pubblico, etc.). Laddove la Proprietà degli impianti di produzione sia in capo al medesimo soggetto che opera come Gestore si crea un potenziale conflitto di interessi che può penalizzare le legittime aspettative dei soci consumatori. Un’altra questione rilevante per l’equilibrio interno di una CER riguarda la titolarità della governance relativamente alle singole configurazioni. Laddove i membri di una singola configurazione (il gruppo di consumatori, produttori e prosumer che condivide energia) dovessero negoziare le proprie determinazioni con altri gruppi con i quali non scambiano energia (es un’altra configurazione che faccia capo a una cabina diversa) anche in questo caso si crea un potenziale conflitto di interessi che può penalizzare le legittime aspettative dei soci appartenenti a una configurazione rispetto a un’altra; un semplice meccanismo di delega per la rappresentanza dei gruppi delle diverse configurazioni può non essere sufficiente, per questo le CER Solidali hanno riservato la governance ai singoli gruppi afferenti le configuraizoni locali, in questo modo ciascu grupo di condivisione ha l'esclusiva governance e decide i autonomia, democraticamente a maggioranza, in merito ai criteri di riparto del premio sulla condivisione assegnato ai soci (della singola configurazione).
Nel caso delle CER Solidali il Gestore del servizio di condivisione dell’energia è un soggetto indipendente che non fa parte né appartiene o afferisce ad alcuna Grande Azienda del settore energetico, opera in qualità di mero gestore e supporta i singoli soci nella ricerca, autonoma, di fondi per la realizzazione degli impianti fotovoltaici in regime di concorrenza e senza imporre fornitori o porsi come proprietari degli impianti stessi. Un fattore che non solo garantisce la correttezza dei rapporti con i soci e fra i soci, ma anche tutela l’indipendenza e l’autonomia della CER stessa. Il Gestore delle CER Solidali non impone i criteri di ripartizione del premio sull’energia scambiata, bensì applica le determinazioni dell’assemblea dei soci che resta l’unico e definitivo decisore sulle partite di pagamento.
In linea generale le CER Solidali sono strutturate come configurazioni indipendenti, una per cabina. In questo modo tutte le decisioni rimandano esclusivamente ai soci appartenenti al medesimo gruppo di condivisione dell’energia, senza dover mediare con gli interessi di altri gruppi esterni che non contribuiscono alla condivisione locale e alla generazione del premio totale.
Nella "CER Solidale", i premi in denaro redistribuiti ai soci sono tra i più alti del settore, grazie al fatto che partner/promotori sono soggetti non profit (Associazioni, Comuni, Università) cosa che ha reso possibile contenere drasticamente i costi di gestione e consente di redistribuire l'assoluta maggioranza del beneficio ai soci.
CONVENIENTE - Non servono investimenti per diventare soci; tutti partecipano ai benefici, a condizioni uguali per tutti.
SOLIDALE - La CER promuove benefici economici, sociali, ambientali. L'assoluta maggioranza del beneficio generato viene ridistribuito sulla comunità: ai soci (consumer, producer, prosumer) e in progetti sociali, ecologici e solidali (decisi dai soci stessi).
TRASPARENTE - Ogni atto della CER ti sarà reso noto fin dal primo momento della tua adesione.
INDIPENDENTE - Le CER Solidali non sono subordinate al controllo di un singolo soggetto, diretto/indiretto, tantomeno di soggetti terzi e/o esterni. La comunità è di tutti, non ci sono soci più uguali degli altri. Partecipando alla CER sei un socio, non un cliente, hai un ruolo attivo nelle decisioni della CER senza subire il controllo di soggetti esterni, portatori di interessi diversi o che vedono in te un cliente “passivo”. La governance è delegata a un Direttivo elettivo le cui proposte richiedono validazione a maggioranza dei soci tutti (Assemblea); pertanto, ogni voto vale uno, secondo principio di democraticità.
PULITA - La CER contribuisce alla decarbonizzazione producendo e scambiando esclusivamente energia pulita (fonti rinnovabili); inoltre, promuove, con progetti di informazione e formazione, la cultura del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.
CONCRETA - Non si tratta di annunci di progetti ipotetici o futuribili, queste CER sono realtà già concretizzate che hanno ottenuto dichiarazioni ufficiali di encomio del Ministro Pichetto Fratin "Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica" e della On. Braga "Commissione Ambiente". Il progetto delle CER Solidali ha avuto inizio nel 2019 sulla scorta dell'esperienza in ambito Microgrid e Smart Cities; nel 2022 le prime fattibilità in collaborazione con alcuni Comuni; nel 2023 le prime CER a partecipazione pubblica; nel 2024 l'area coperta dal servizio si era estesa a circa trecento Comuni; nel 2025 il servizio è stato portato a livello nazionale.
LIBERA - La partecipazione come l'uscita sono libere e senza penali.
DEMOCRATICA - Tutti i soci partecipano alle decisioni con pari diritti di tutti gli altri.
DECARBONIZZAZIONE – La CER promuove e utilizza esclusivamente produzioni di energia elettrica da fonti rinnovabili (es. fotovoltaico); pertanto, contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, tutelando l’ambiente e la salute.
CONSUMI CONSAPEVOLI E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE – La partecipazione a una CER comporta un rafforzamento della consapevolezza sulle implicazioni anche sociali delle proprie abitudini di consumo, inoltre favorisce la conoscenza dei meccanismi di resilienza e contrasto del cambiamento climatico contribuendo allo sviluppo di sensibilità e responsabilità ambientale.
SOLIDARIETÀ – L’impianto solidaristico della CER promuove la cooperazione tra i soci e l’attenzione ai bisogni individuali e collettivi.
Nelle CER Solidali l'assoluta maggioranza del beneficio generato (contributo economico sullo scambiato) viene ridistribuito sulla comunità: ai soci (consumer, produer, prosumer) e in progetti sociali, ecologici e solidali (decisi dai soci stessi) aventi ricadute sui territori ove sono ubicati gli impianti per la condivisione.
Inoltre, i benefici ottenuti dai soci sono l’esito della loro collaborazione (es. produttori e consumatori non possono ottenere alcun beneficio gli uni senza gli altri), non è una transazione commerciale di compravendita di energia, è uno scambio (secondo i bisogni e grazie alla disponibilità reciproca) che produce molteplici benefici, non solo locali, e che lo Stato premia con una tariffa incentivante sull’energia scambiata.
SÌ, grazie all'iniziativa "Handshake" promossa dalle CER Solidali,
L'iniziativa consiste nella realizzazione contestuale di:
Impianti voltaici adibiti alla CONDIVISIONE dell'ENERGIA nella CER cui appartiene il Comune;
Impianti voltaici adibiti all'AUTOCONSUMO del COMUNE che ne diviene proprietario.
Il tutto completamente SENZA COSTI per il COMUNE e la CER, grazie alla peculiare sinergia tra pubblico e privato, promossa e realizzata con questo progetto nelle CER Solidali.
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Una virtuosa collaborazione tra enti pubblici e aziende private, come una stretta di mano (handshake), in favore di Comuni, i cittadini e le aziende comprese nel territorio della CER Solidale.
Una iniziativa dalla finalità solidaristica che ha l'obiettivo di sostenere la decarbonizzazione e il risparmio energetico nei territori dei Comuni italiani, attraverso il potenziamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili, SENZA COSTI PER LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI e/o per i cittadini.
Il progetto "Handshake" si rivolge ai Comuni compresi nelle aree di servizio delle CER Solidali (verifica copertura)
Laddove il Comune non rientrasse in tali aree è comunque possibile aderire all'iniziativa se il Comune è interessato a considerare la partecipazione a una Comunità Energetica che sarà costituita allo scopo insieme a EnergieSolidali.
Una volta definite le intese preliminari tra le parti, si procede alla verifica di fattibilità (disponibilità di siti idonei alla posa di impianti di produzione da energia rinnovabile, profilo consumi del Comune, etc.); a seguire la formulazione del piano di attivazione del progetto (tra Comune e parte privata), che prevede: la predisposizione documentale, l'erogazione finanziaria, la progettazione e realizzazione dei diversi impianti voltaici di generazione; infine la messa in servizio, in regime di autoconsumo e di condivisione nella Comunità Energetica (CER Solidale) territoriale.
IL COMUNE NON DEVE SOSTENERE ALCUNA SPESA, piuttosto può usufruire di un risparmio ricorrente sui costi dell'energia elettrica; al termine di un periodo concordato sarà l'esclusivo proprietario dei voltaici, con un ulteriore incremento del risparmio sul conto energia, ricorrente, pluriennale, garantito dallo Stato;
Inoltre, sempre senza che debba essere sostenuta alcuna spesa, viene realizzato in impianto di generazione da rinnovabili la cui energia è interamente conferita in condivisione nella CER territoriale (della quale possono fare parte tanto il Comune stesso, quanto i cittadini e le aziende del territorio, con i conseguenti significativi benefici ricorrenti, pluriennali, garantiti dallo Stato per venti anni.
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Non possono diventare soci della CER le Grandi Imprese * e i soggetti giuridici la cui attività principale include i codici Ateco 35.11.00 e 35.14.00.
Tuttavia, le Grandi Imprese possono conferire energia alla CER nella veste di "Produttore esterno", in questo caso non partecipano alla riedistribuzione dle premio ma possono ottenere una remunerazione tramite un contratto privato (che si aggiunge ai ricavi della vendita dell'energia non consumata).
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* Sono classificate come "Grandi imprese" quelle aziende che supera almeno due dei seguenti tre parametri:
Numero di occupati: Più di 250 dipendenti.
Fatturato annuo: Superiore a 50 milioni di euro.
Totale di bilancio: Superiore a 25 milioni di euro
Non è necessario produrre energia per partecipare alla CER, anche il socio esclusivamente consumatore, che attinge virtualmente energia dalla CER, riceverà un contributo economico per i kWh assorbiti, con cadenza trimestrale in corrispondenza degli anticipi del GSE. I criteri di riparto del premio sono decisi dai soci stessi.
NB I soci della CER non vendono e non comprano energia l'uno dall'altro: ricevono un premio in denaro dallo Stato garantito 20 anni, quando consumano e producono energia contemporaneamente (si intende questo per "scambio / condivisione" nella CER).
Chi produce energia da fonti rinnovabili (voltaico, eolico, idroelettrico, etc.) riceverà un contributo economico per i kWh conferiti e scambiati, vale a dire assorbiti da altri soci della CER, con cadenza trimestrale in corrispondenza degli anticipi del GSE.; il premio per la condivisione ottenuto dalla CER si aggiunge al ricavo per la vendita di quella stessa energia, es. Ritiro dedicato GSE)
Il produttore può anche autoconsumare l'energia che produce e conferire alla CER il surplus ottenendo anche in questo caso il relativo premio (che si aggiunge al ricavo per la vendita di quella stessa energia, es. Ritiro dedicato GSE)
I criteri di riparto del premio sono decisi dai soci stessi.
NB I soci della CER non vendono e non comprano energia l'uno dall'altro: ricevono un premio in denaro dallo Stato garantito 20 anni, quando consumano e producono energia contemporaneamente (si intende questo per "scambio / condivisione" nella CER).
Chi produce energia da fonti rinnovabili (voltaico, eolico, idroelettrico, etc.) può fare autoconsumo, conferire il surplus alla CER e anche assorbire energia dalal CER (es quando il suo consumo supera l'autoproduzione). Il prosumer riceverà un contributo economico per i kWh condivisi, sia conferiti (come un producer) sia assorbiti (come un consumer) con cadenza trimestrale in corrispondenza degli anticipi del GSE.; come per il producer, per la quota di conferimento, al ricavo per la vendita (es. Ritiro dedicato GSE) di quella stessa energia si aggiunge il premio per la condivisione ottenuto dalla CER. I criteri di riparto del premio sono decisi dai soci stessi. - NB I soci della CER non vendono e non comprano energia l'uno dall'altro: ricevono un premio in denaro dallo Stato garantito 20 anni, quando consumano e producono energia contemporaneamente (si intende questo per "scambio / condivisione" nella CER).
I SEU Sistemi Efficienti di Utenza sono una particolare configurazione di fotovoltaici collegati privatamente con un unico cliente (contratttualizzato direttamente).
Anche i SEU possono beneficiare del premio della CER condividendo virtualmente l’energia non autoconsumata nella CER in qualità di prosumer
Anche gli impianti realizzati con i contributi per
AGRISOLARE (su tetti)
AGRIVOLTAICO (su terreni)
possono beneficiare del premio della CER condividendo virtualmente l’energia non autoconsumata nella CER in qualità di prosumer
Gli impianti fotovoltaici più vecchi, anche se antecedenti alla CER, possono essere conferiti se sono rispettate tutte le seguenti condizioni:
che siano stati attivati dopo il 16 dicembre 2021
che la potenza di ciascun impianto sia inferiore a 1MWp
che la potenza di tali impianti non superi il 30% della potenza totale della configurazione CER in cui vengono inseriti
Se tutte le condizioni sono soddisfatte, l'impianto fotovoltaico potrà essere conferito e beneficiare del Premio sulla condivisione.
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Sono comunque esclusi gli impianti finanziati con il superbonus 110% e/o soggetti ad altri specifici vincoli pregressi.
Nella CER l’entrata come l’uscita sono libere, i soci non sono sottoposti a vincoli e/o penali (es. no penale per uscita anticipata, no vincolo pluriennale, etc.)
Non ci sono vincoli di esclusiva, i soci (es. comuni, aziende, privati) possono aderire anche ad altre CER; tuttavia, il singolo POD (contatore di consumo o di produzione) può essere inserito in una sola CER. Pertanto, l’intestatario di POD multipli potrà aderire a più CER contemporaneamente (con POD diversi), ma lo scambio di energia potrà avvenire solo all’interno della comunità a cui il singolo POD partecipa; non è possibile lo scambio di energia tra POD appartenenti a CER diverse.
L’energia prodotta da impianti di proprietà di soggetti esterni (che non possono diventare “soci” della CER), è comunque conferibile alla CER; il premio ventennale per la “condivisione virtuale” viene erogato esclusivamente alla CER ma il produttore esterno può essere remunerato dalla CER per l’energia che conferisce.
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Il produttore esterno:
Non è socio della CER
Può essere una Grande Impresa (ma sono comunque esclusi specifici codici Ateco, produzione e commercio energia)
L’impianto di generazione :
Non ha vincoli di potenza max
Può essere stato attivato prima della CER
-- Il produttore esterno può conferire l’energia alla CER tramite apposito “mandato” per la condivisione
-- La remunerazione del produttore esterno è definita mediante un contratto privato con la CER
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NB I ricavi che il produttore esterno ottiene dal contratto privato con la CER si aggiungono ai ricavi ottenuti per la vendita dell’energia prodotta (es. Ritiro dedicato, vendita a privati).
Un Gruppo di Autoconsumo Condiviso GAC è una particolare configurazione di autoconsumo che Energiesolidali può gestire, anche se privilegia e raccomanda la configurazione CER Comunità energetica Rinnovabile.
Il GAC consiste in un gruppo (minimo due) di soggetti che condividono un impianto di produzione in qualità di autoconsumatori all'interno dello stesso edificio. Ad esempio un voltaico costruito sulle parti comuni di un condominio o centro commerciale che fa autoconsumo diretto delle utenze comuni e condivide virtualmente ai negozi/condomini che sono consumatori puri.
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-- Anche nel caso del GAC i contributi sull’energia condivisa sono garantiti 20 anni "ma" la tariffa premio è più bassa rispetto a quella della CER.
-- Inoltre, nel caso del GAC se l’energia prodotta non viene tutta condivisa con gli utenti consumatori collocati nello stesso edificio, NON è possibile condividere l’energia residua con altri consumatori collocati altrove.
-- A differenza della CER (che può spaziare in un ambito di circa 30mila contatori sottesi alla stessa cabina primaria) può diventare più difficile saturare la disponibilità di energia per la condivisione e di conseguenza la remunerazione premio totale sarà più bassa
-- Nel caso del GAC l’impianto di produzione può essere di proprietà collettiva (e dunque i proprietari dell’impianto di produzione incassano il premio per il conferimento in condivisione) tuttavia se i consumatori dello stesso edificio non assorbono tutta l’energia disponibile prodotta, l’energia residua non potendo essere condivisa con altri non sarà remunerata con il premio statale come invece avviene con la CER che può condividere con tutti i pod sottesi alla medesima cabina.
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-- Generalmente dunque nel GAC si generano meno ricavi (rispetto alla CER) in quanto non tutta l’energia potrà essere assorbita dai soli pod dello stesso edificio.
Il caso di un condominio può ricadere nella configurazione GAC; tuttavia, come precedentemente illustrato è consigliabile l’opzione di una CER.
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-- Nel caso di un condominio che intenda realizzare un voltaico sulle parti comuni (es. il tetto) e poi condividere l’energia con i condomini utilizzando la configurazione CER è necessario un esplicito atto verbalizzato del condominio.
-- L’impianto di produzione (es. voltaico) si configura come prosumer nella CER e quindi può effettuare autoconsumo diretto sulle utenze intestate al medesimo soggetto (es. illuminazione scale, ascensore, etc.)
-- L’impianto di produzione può essere di proprietà collettiva e dunque le remunerazioni per l’energia conferita saranno conferite al soggetto giuridico (il condominio) che ne ha la proprietà, poi sarà il condominio con apposito accordo privato a ridistribuire pro quota le remunerazioni rispettive ai co-proprietari.
-- i condomini si configurano come consumatori della CER.
-- I condomini non sono obbligati ad aderire tutti come consumatori, inoltre i consumatori potrebbero anche essere altrove (altro edificio) in quanto membri della CER che opera sulla cabina primaria.
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-- Per partecipare ad una CER , un condominio che sia già attivo come GAC occorre variare la configurazione in CER, è richiesto un atto verbalizzato del condominio (la CER provvederà alla comunicazione al GSE).
Un Autoconsumatore Individuale a Distanza AID è una particolare configurazione di autoconsumo che Energiesolidali può gestire, anche se privilegia e raccomanda la configurazione CER Comunità energetica Rinnovabile.
L’AID consiste in un singolo soggetto che produce energia rinnovabile e la consuma in un altro punto di connessione intestato al medesimo soggetto, sfruttando la rete elettrica esistente. Ad esempio un voltaico costruito sulle tetto dell’azienda e il pod di consumo presso l’abitazione di residenza.
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-- Anche nel caso del AID i contributi sull’energia condivisa sono garantiti 20 anni "ma" la tariffa premio è più bassa rispetto a quella della CER.
-- Inoltre se l’energia prodotta non viene assorbita tutta dal singolo POD collegato virtualmente a distanza, NON è possibile condividere l’energia residua con altri consumatori, di conseguenza la remunerazione premio totale è più bassa rispetto alla CER che invece può agevolmente condividere con terzi fino ad assorbire la totalità dell’energia prodotta.
Le colonnine di ricarica (es. e-car, e-bike) possono essere inserite nella CER come "punto di prelievo”. La ricarica delle colonnine può essere programmata nelle ore di picco produttivo e di disponibilità, massimizzando l'autoconsumo e l’efficienza complessiva della condivisione nella CER.
NO, il Comune non è obbligato sostenere costi/investimenti per costituire/partecipare alla CER.
Anzi, il Comune può avvalersi di una serie di servizi GRATUITI (riepilogati in calce).
Inoltre, le CER solidali attribuiscono al Comune (che diventa socio della CER) il diritto permanente di partecipazione ai Consigli Direttivi della CER, in qualità di stakeholder di primaria rilevanza.
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Sono a disposizione dei piccoli Comuni, SENZA COSTI,
i seguenti servizi:
Analisi di pre-fattibilità
Supporto consulenziale per la Costituzione della CER e la sua gestione tecnica, operativa e amministrativa
Supporto consulenziale per la definizione delle logiche di riparto (incentivo in tariffa) per l'energia condivisa
Supporto nella comunicazione e nei rapporti con enti regolatori e stakeholder
Supporto nella compilazione e presentazione dei documenti per la CANDIDATURA ai contributi (PNRR, MASE; MIMIT; Transizione 5.0; Conto Termico 3.0; bandi regionali) e altre forme di finanziamento per la realizzazione delle CER e/o la costruzione di impianti di generazione da rinnovabili (es. fotovoltaici, eolici, idroelettrici, biomassa, etc.)
Attivazione di strumenti finanziari per dotare la CER di fondi di solidarietà e forme di accesso al CREDITO SOCIALE
Supporto al Comune per l'accesso ad altre forme di finanza agevolata
Accoglimento del Comune in veste di socio della CER (laddove preesistente) senza costi e senza vincoli
Attribuzione al Comune del diritto permanente di partecipazione ai Consigli Direttivi della CER
Supporto nella comunicazione territoriale con attribuzione al Comune della facoltà di promuovere il servizio CER assumendone la paternità e disponibilità illimitata di utilizzo della denominazione "Comunità Energetica Rinnovabile del Comune di <nome del comune>"
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info: probono@ energiesolidali.it
SÌ, la partecipazione alla CER è libera e non dipende dalla presenza o meno del Comune tra i soci.
SÌ, sono disponibili contributi pubblici e altre forme di sostegno all'investimento per la costruzione:
Per i soci di una CER è possibile accedera ad alcune misure di sostegno (PNRR, MASE; MIMIT; Transizione 5.0; Conto Termico 3.0;) per la costruzione di un voltaico che condivide energia nella CER.
Talvolta altre istituzioni (es. alcune Regioni) rendono disponibili forme di sostegno agli investimenti per la costruzione di voltaici, in parte a fondo perduto in parte come finanziamento.
Come ulteriore strumento di sostegno agli investimenti, le CER Solidali hanno costituito un "Gruppo di imprese selezionate" che comprende Fondi, Istituti finanziari e Costruttori (scelti per affidabilità e condizioni), che possono finanziare (prestito) e/o investire direttamente (costruendo in proprio i voltaici, riconoscendo un diritto di superficie per la collocazione degli impianti ai proprietari dei siti idoneei).
Questo significa che (fatte salve le necessarie verifiche di fattibilità):
in caso di finanziamento, il socio della CER potrebbe realizzare impianti voltaici senza annticipare denaro, laddove i ricavi della produzione superassero i ratei della restutuzione del prestito.
Nel caso poi di una cessione di diritto di superficie (investimento di un terzo, es. un Fondo), si tratterebbe di incamerare un canone d'affitto pluriennale.
Energiesolidali in qualità di gestore supporta le CER Solidali nella ricerca e selezione di fornitori affidabili e funzionali ai bisogni dei soci, tutte le aziende accolte nel "Gruppo dei fornitori selezionati" delle CER Solidali, hanno condiviso e sottoscritto i principi e gli impegni del Codice Etico di autoregolamentazione, sottoposto al controllo del relativo Organismo di Vigilanza.
Il "Gruppo dei fornitori selezionati" offre una copertura nazionale grazie alle molteplici realtà operanti rispettivamente nelle diverse aree di competenza, tutelando l'indotto locale e favorendo rapporti non intermediati e trasparenti tra fornitori e clienti.
SÌ, sono disponibili contributi pubblici per la costruzione:
Un COMUNE socio di una CER può avvalersi di varie forme di contributi (PNRR, MASE; MIMIT; Transizione 5.0; Conto Termico 3.0; bandi regionali; etc.) per la costruzione di fotovoltaici che condividono energia nella CER.
NO, non è necessario né obbligatorio investire e/o costruire impianti di generazione da rinnovabili (es. voltaici). Si può diventare soci e usufruire dei vantaggi, anche economici, in qualità di solo consumatore (assorbe l’energia condivisa nella CER).
NO, non c'è cessione della proprietà degli impianti dei soci alla CER, i soci produttori e prosumer semplicemente incaricano la CER di gestire (con apposito mandato) la produzione per la condivisione agli altri soci.
NO, la CER è un operatore virtuale che utilizza la rete elettrica preesistente; non è richiesto alcun intervento. La CER effettua delle misurazioni presso i punti di prelievo immissione (POD) dei soci; in taluni casi potrà interfacciarsi in remoto con i dispositivi preesistenti o installare un piccolo meter (contatore) supplementare per le letture.
NO, o almeno non necessariamente.
La questione richiede una valutazione puntuale; tuttavia, nel caso in cui si partecipi a una CER, i sistemi di accumulo possono essere sconsigliabili. Il surplus di energia invece che accumulato può essere preferibilmente condiviso con altri soci, ottenendo un beneficio economico supplementare che bilancia i costi dell’energia non autoconsumata, ma senza la necessità degli investimenti per le batterie. Per questo la valutazione deve tenere conto dell’ammortamento dell’investimento per l’aggiunta dei sistemi di accumulo che, specie sugli impianti piccoli, rischia di non essere conveniente.
La CER si fonda sullo scambio, i vantaggi per i soci derivano dalla condivisione a vantaggio degli altri, secondo un principio di solidarietà.
Nucleare e idrogeno, come anche altre tecnologie (non solo di produzione ma anche di efficienza e/o cattura della CO2), sono indubbiamente promettenti ma potrebbero richiedere ancora molto tempo, sfortunatamente la sfida della decarbonizzazione è molto più urgente e richiede molteplici interventi combinati. I vantaggi della CER sono attingibili rapidamente e per una lunga durata, non richiedono necessariamente investimenti, non implicano particolari rischi (finanziari, di sicurezza, etc.), e il prezzo dell’energia continuerà a salire, tutti validi motivi per non attendere.
NO, l’elettricità viaggia quasi alla velocità della luce, pertanto la distanza tra il punto di produzione e quello di consumo è irrilevante anche quando, come nel caso delle CER Solidali il gruppo di scambio è subordinato alla cabina primaria, che può includere i territori (e quindi i POD) di molti comuni anche distanti svariati chilometri tra loro.
NO, sfortunatamente malgrado le innovazioni tecnologiche il combinato disposto tra l’aumento della richiesta di elettricità, i necessari adeguamenti strutturali, la congiuntura internazionale e le operazioni speculative conseguenti, portano tutti a scenari di aumento tendenziale del costo dell’energia. Tuttavia, non c’è dubbio che i soci della CER potranno disporre sempre di un vantaggio rispetto al mercato, indipendentemente dalle fluttuazioni di prezzo, grazie al premio statale garantito 20 anni. Nella CER il produttore ricaverà sempre qualcosa di più e il consumatore riceverà un premio che abbatterà il costo di acquisto, quale che sia in quel momento il prezzo di mercato dell’energia.
Sicuramente conferendo l’energia alla CER il produttore può ottenere un beneficio economico superiore a quanto otterrebbe senza la CER. Tuttavia, la CER non è un’impresa a fine di lucro. Nella CER i soci produttori non vendono bensì condividono con i consumatori; il ricavo è una parte del premio che viene attribuito dallo Stato in virtù dei benefici che questo scambio locale di energia comporta, e sono i soci tutti che decidono come ripartire tra consumatori e produttori tale premio. Non è una situazione di mercato.
NO, la percentuale è importante ma ancora più importate è sapere di cosa è la percentuale. Ad esempio, se l’energia condivisa è stata prodotta con impianti che hanno usufruito del contributo del 40% sulla costruzione, il GSE riconoscerà un premio economico ridotto del 50%; questo significa che a parità di percentuale sul premio riceverò in realtà la metà del valore, meno denaro per kWh scambiato, sia che lo consumi sia che lo produca. Per garantire il principio di solidarietà le CER Solidali adottano un correttivo distributivo in modo da non favorire alcuni soci (es. il produttore) a scapito di altri (es. il consumatore) bilanciando il riparto del beneficio.
TARIFFE INCENTIVANTI PER L'ENERGIA CONDIVISA NELLA CER - Tutti i membri di una Comunità Energetica Rinnovabile CER beneficiano di una tariffa incentivante sull'energia scambiata all'interno del gruppo. Tale premio è erogato dal GSE alla CER in proporzione ai kWh scambiati ed è garantito 20 anni; la CER non lo trattiene, l'assoluta maggioranza del beneficio generato viene ridistribuito sulla comunità: ai soci (consumer, producer, prosumer) e in progetti sociali, ecologici e solidali (decisi dai soci stessi).
CONTRIBUTI ECONOMICI PER ENERGIA ASSORBITA - il consumatore avrà sempre un vantaggio addizionale per i kWh assorbiti dalla CER. Complessivamente, dunque, un costo al kWh significativamente ridotto rispetto alle tariffe di mercato ordinarie.
CONTRIBUTI ECONOMICI PER ENERGIA CONFERITA - Il produttore avrà sempre un vantaggio addizionale per i kWh conferiti alla CER: i ricavi complessivi derivano dalla somma del ricavo ordinario (normalmente riconosciuto dal GSE) con il premio in tariffa sull’energia condivisa (stabilito dalla CER), dunque il ricavo sarà sempre superiore a quello ordinario (valorizzazione riconosciuta dal GSE in assenza di condivisione nella CER) e questo indipendentemente dalle fluttuazioni delle variabili. Infatti, i valori di PUN/PZO e di premio in tariffa (da GSE a CER) sono suscettibili di variazioni in particolari condizioni (es. area geografica, fluttuazioni del PUN/PZO, dimensioni dell’impianto di generazione, e nel caso in cui l’impianto di produzione abbia usufruito del contributo in conto capitale, la spettante quota premio al produttore sarà diminuita proporzionalmente) ma nonostante questo il risultato è comunque sempre una addizionale ai ricavi ordinari fuori dalla CER (es. valorizzazione ordinaria del GSE).
CONTRIBUTI ECONOMICI PER LA COSTRUZIONE - I soci di una CER che realizzano impianti di generazione da rinnovabili (es. fotovoltaico) per condividerne, in tutto (producer) o in parte (prosumer) l’energia prodotta con gli altri soci, possono avvalersi di varie misure di sostegno (PNRR, MASE; MIMIT; Transizione 5.0; Conto Termico 3.0; bandi regionali; etc.). Tuttavia, qualora gli impianti abbiano ottenuto il contributo PNRR/Cacer sulla costruzione, vedranno ridotto il contributo ventennale sull’energia scambiata (es. con il 40% di contributo sulla costruzione, la tariffa incentivante ventennale sullo scambiato è ridotta del 50%). Per garantire il principio di solidarietà le CER Solidali adottano un correttivo distributivo in modo da non favorire alcuni soci (es. il produttore) a scapito di altri (es. il consumatore) bilanciando il riparto del beneficio.
Il premio attribuito alla CER dallo Stato si applica indipendentemente dal prezzo corrente di mercato dell’energia; dunque, è un parametro di miglioramento che non si azzera mai, producendo vantaggio sia per i produttori, sia per i consumatori.
NO, infatti le CER Solidali distribuiscono i contributi con cadenza trimestrale in corrispondenza degli anticipi erogati dal GSE.
NO, anzi, il decreto esclude tassativamente dalla partecipazione come soci nelle CER proprio le Grandi aziende (anche non del settore energia) e quelle che hanno come attività principale i codici Ateco 35.11.00 e 35.14.00 (produzione e commercio di energia). Conseguentemente anche una partecipazione indiretta (es. tramite controllate) è temeraria e sconsigliabile, anche considerando i possibili conflitti di interessi tra le parti. Inoltre, non sono necessari investimenti per gli impianti di produzione da parte della CER, questo perché sono i soci (o meglio solo una parte dei soci) che, liberamente e in proprio, eventualmente investono in impianti di produzione per i quali possono accedere ai benefici previsti dallo Stato proprio (e soltanto) grazie alla presenza di altri soci consumatori (che non investono, ma rendono possibile il vantaggio per chi investe). Si tratta di uno scambio, dove chi investe e chi non investe hanno sostanzialmente pari importanza, l’uno non ha vantaggio senza l’altro.
Nella CER sono ammissibili come soci: le persone fisiche, le piccole e medie imprese private, le associazioni, gli enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali e gli enti religiosi, che condividono gli scopi dell’Associazione e secondo i requisiti vigenti.
Chi produce energia da fonti rinnovabili (voltaico, eolico, idroelettrico, etc.) per il proprio autoconsumo, può condividere il proprio surplus nella CER e/o assorbire dalla CER quando la propria produzione è insufficiente. Il prosumer riceverà un contributo economico per i kWh scambiati (conferiti e/o assorbiti) con la CER, con cadenza trimestrale in corrispondenza degli anticipi del GSE. I criteri di riparto del premio sono decisi dai soci stessi. - NB I soci della CER non vendono e non comprano energia l'uno dall'altro: ricevono un premio in denaro dallo Stato garantito 20 anni, quando consumano e producono energia contemporaneamente (si intende questo per "scambio / condivisione" nella CER).
Persone fisiche – Quota associativa GRATIS = zero € per i primi 6 mesi / Dopo, solo se decidi di continuare = 12 € annui
Aziende - Quota associativa GRATIS = zero € per i primi 6 mesi / Dopo, solo se decidi di continuare = 24 € annui
Comuni – Quota associativa GRATIS zero € il primo anno / Dopo, solo se decidi di continuare = 24 € annui
Associazioni - Quota associativa GRATIS = zero € per i primi 6 mesi / Dopo, solo se decidi di continuare = 24 € annui
NB Le condizioni qui riepilogate rappresentano i valori consigliati e prevalentemente adottati nelle CER Solidali, resta comunque inteso che ciascuna CER, ciascuna configurazione/gruppo collegato a una stessa cabina, (mediante voto dei suoi soci) è autonoma nel definire l'entità di questi valori in funzione dei propri obiettivi e desiderata specifici.
NO, dipende dai criteri di riparto adottati dai soci della CER, infatti proprio per tutelare i consumatori le CER solidali hanno previsto che qualora l’energia prodotta e conferita in condivisione sia remunerata in misura ridotta (per via del contributo già incamerato dal costruttore/proprietario) la distribuzione del beneficio terrà conto di questo in favore del consumatore riducendo la quota al produttore al kWh. In questo modo il consumatore non subirà svantaggi.
NO, nel caso in cui le vicende dell’organizzazione producano effetti sul patrimonio, per le obbligazioni assunte dall’associazione e dai soggetti che rappresentano l'associazione, anche per le associazioni semplici non riconosciute (es. senza capitale sociale, autonomia patrimoniale imperfetta), risponde comunque l'associazione medesima in prima istanza con il fondo comune e in ogni caso gli associati non rispondono tutti solidalmente e personalmente delle obbligazioni sociali, bensì solo quelli che hanno agito in nome e per conto dell’ente (art. 38 c.c.). Quindi tranquilli, nessuno vi porterà via nulla, tantomeno la casa.
NO, ad esempio le CER Solidali sono delle associazioni e tutti i soci hanno pari diritti e poteri; inoltre, non è richiesto alcun versamento di capitale che comunque non conferirebbe alcun particolare privilegio rispetto agli altri soci.
NO, nelle CER Solidali il Gestore si occupa degli aspetti tecnici e amministrativi, e ha il compito di ottimizzare il pareggiamento tra consumi e produzioni per ottenere la massima condivisione possibile (e quindi il massimo premio cumulabile); non decide i criteri di ripartizione del premio tra i soci e non può far valere veti di sorta.
Il Gestore è un prestatore di servizi che opera per conto e su indicazione della CER.
NO, le CER Solidali sono associazioni, come tali i soci hanno tutti pari poteri e diritti, le decisioni sono collegiali.
Le CER Solidali non sono subordinate al controllo di un singolo soggetto, diretto/indiretto, tantomeno di soggetti terzi e/o esterni. Ciascuna CER è un’associazione indipendente, dove la comunità è di tutti i partecipanti, non ci sono soci più uguali degli altri. Partecipando alla CER sei un socio, non un cliente, hai un ruolo attivo nelle decisioni della CER senza subire il controllo di soggetti esterni, portatori di interessi diversi o che vedono in te un cliente “passivo”. La governance è delegata a un Direttivo elettivo le cui proposte richiedono validazione a maggioranza dei soci tutti (Assemblea); pertanto, ogni voto vale uno, secondo principio di democraticità. Le CER Solidali hanno affidato a Energiesolidali.it (una azienda indipendente che non fa parte né appartiene o afferisce ad alcuna Grande Azienda del settore energetico) l’incarico di mero gestore (es. tecnico amministrativo) che supporta i singoli soci nella ricerca, autonoma, di fondi per la realizzazione degli impianti fotovoltaici in regime di concorrenza e senza imporre fornitori o porsi come proprietari degli impianti stessi. Un fattore che non solo garantisce la correttezza dei rapporti con i soci e fra i soci, ma anche una realtà di indipendenza e autonomia della CER stessa. Inoltre, lo Statuto delle CER Solidali prevede due organismi di supporto esclusivamente consultivi: il "Comitato degli stakeholder" e il "Comitato scientifico", quest’ultimo partecipato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata (prestigioso ente di ricerca, pubblico e non profit). A ulteriore garanzia è stato adottato un Codice Etico (conforme D.Lgs. 231/01) sottoposto a un Organismo di Vigilanza composto di soli membri esterni.
NO, le CER Solidali sono associazioni, i soci sono tutti uguali.
Nelle CER Solidali gli impianti di produzione sono di proprietà dei soci, non sono proprietà dell’ente giuridico Associazione CER.
Chi ha messo i soldi nei suoi impianti ha bisogno dei consumatori, diversamente non c’è premio. Non è un favore del produttore al consumatore (non è una vendita); appunto, è uno scambio che viene premiato dallo Stato. Anche qualora alcuni impianti di produzione fossero di proprietà collettiva (con o senza una partecipazione in quota di proprietà dell’ente giuridico Associazione CER) questo non darebbe comunque a questi produttori alcun potere o diritto supplementare rispetto agli altri soci.
NO, il Comune è un socio come tutti gli altri. Si tratta di un’associazione non di un’azienda con azionisti di maggioranza o altrimenti privilegiati.
NO, la CER è un operatore virtuale che utilizza la rete elettrica preesistente; infatti, non sono richieste opere di posa di cavi o altre infrastrutture.
Piuttosto, per partecipare alla CER è necessario essere collegati sulla rete elettrica preesistente.
NO, i soci della CER mantengono il proprio fornitore di energia ma ricevono dalla CER un pagamento in proporzione alla quota di premio spettante per l’energia condivisa con gli altri soci della CER (sia che consumino, sia che conferiscano).
SÌ, ma non posso condividere l’energia tra CER diverse tra loro. Posso però condividere separatamente con ciascuna CER se con POD diversi, tutti di mia proprietà
SÌ, ma solo da POD diversi. Non è possibile assorbire energia contemporaneamente da più CER dallo stesso contatore.
NO, posso cambiare CER in qualsiasi momento dando disdetta, senza penali.
I soci producer e prosumer non vendono energia, la condividono. Non c’è un prezzo di vendita, i ricavi derivano dalla quota di premio spettante per la condivisione che è decisa dai soci stessi.
NO, la CER è un operatore virtuale che utilizza la rete elettrica preesistente; infatti, non sono richieste opere di posa di cavi o altre infrastrutture.
I soci consumer e prosumer non comprano energia, la condividono. Non c’è un prezzo di acquisto, il prezzo dell’energia consumata diminuisce per effetto dei ricavi derivanti dalla quota di premio spettante per la condivisione che è decisa dai soci stessi.
NO, i soci della CER possono scegliere il proprio fornitore esattamente come prima.
SÌ, ma solo da POD diversi. Non è possibile conferire energia contemporaneamente a più CER dallo stesso impianto di produzione.
NO, meglio essere in tanti per ottimizzare il bilanciamento tra i diversi profili di consumatori e produttori. Tuttavia, è vero che se aumentano i soci le decisioni, comprese le quote di riparto del premio, sono collettive e richiederanno la mediazione di tutti, ma si tratta pur sempre di interessi convergenti; infatti, i soci di una stessa configurazione traggono vantaggio l'uno dall'altro (economia di solidarietà) e non a discapito l'uno dell'altro, come avverrebbe in una economia di mercato.
Proprio per tutelare l’interesse dei soci, le CER Solidali sono strutturate come configurazioni indipendenti, una per cabina. In questo modo tutte le decisioni rimandano esclusivamente ai soci appartenenti al medesimo gruppo di condivisione dell’energia, senza dover mediare con gli interessi di altri gruppi esterni che non contribuiscono alla condivisione locale e alla generazione del premio totale. In questo modo si ottengono due vantaggi:
le decisioni sono prese esclusivamente dai soci che scambiano nel medesimo gruppo (se la governance sul riparto non fosse locale, legata alla configurazione di riferimento, le decisioni dovrebbero essere mediate con esterni al gruppo di condivisione)
riferendo il gruppo di scambio alla cabina primaria si offre l’opportunità di coinvolgere il massimo numero possibile di produttori e consumatori (per minimizzare i mancati pareggiamenti tra produzione e consumo), suddividere in più configurazioni rispetto alla stessa cabina ridurrebbe le opportunità di scambio e, in definitiva, diminuirebbe sensibilmente le probabilità di scambiare una parte dell’energia disponibile per la condivisione (che significherebbe una riduzione dei ricavi dal Premio).
NO, il Comune è un socio al pari di tutti gli altri, essere un ente pubblico (fondatore o meno) non comporta responsabilità diverse o maggiori degli altri soci. Questo vale anche se il Comune partecipa a una associazione semplice non riconosciuta (es. senza capitale sociale, autonomia patrimoniale imperfetta); nel caso in cui le vicende dell’organizzazione producano effetti sul patrimonio, per le obbligazioni assunte dall’associazione e dai soggetti che rappresentano l'associazione, risponde l'associazione medesima in prima istanza con il fondo comune ma in ogni caso gli associati non rispondono tutti solidalmente e personalmente delle obbligazioni sociali, bensì solo quelli che hanno agito in nome e per conto dell’ente (art. 38 c.c.).
NO, meglio essere in tanti per ottimizzare il bilanciamento tra i diversi profili di consumatori e produttori. Tuttavia, è vero che se aumentano indiscriminatamente i consumatori rispetto alla produzione l’energia disponibile per ciascuno singolarmente va a ridursi (si diluisce), per questo le CER Solidali attuano una attenta politica di pianificazione degli ingressi dei soci in modo da garantire un’adeguata ridistribuzione dell’energia disponibile (e non il solo pareggiamento che avvantaggerebbe solo i produttori).